Freni

179_1_wandtattoo_in_vino_veritasSapete cos’è ?
E’ che, per educazione e cultura, tendo a reprimere quello che penso, quindi lascio andare molti coglioni nei loro deliri.
Però capita che, ogni tanto, io assuma una quantità di alcool sufficiente per mollare i freni.
Quindi, simpaticamente, andate a fare in culo.
Andate a fare in culo voi, i tenutari del sapere universale dopo che avete letto due righe su Wikipedia.
Andate a fare in culo voi, quelli che “ti dico come la penso, ma sappi che, comunque, ho ragione a prescindere”.
Andate a fare in culo voi, quelli che non vedono l’ora di pescarti in fallo.
Andate a fare in culo voi, quelli che “io sono io e voi siete un cazzo”.

Simpaticamente, spassionatamente, amichevolmente, andate a fare in culo.

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La mia parte intollerante

Io ho messo in grassetto le parti che mi rappresentano.
Quali sono le vostre ?

3°B di un I.T.C.
Una classe di classici figli di…
Ho dubbi amletici tipici dei 16
Essere o non essere patetici?
Eh si, ho gli occhiali spessi, vedessi
Amici che spesso mi chiamano Nessy
Indefessi mi pressano come uno stencil
Bud Spencer e Terence Hill repressi
Con grossi limiti ma imbottiti di bicipiti
Da divi che invidi, vengono i brividi
Se per fare i fighi lasciano lividi
Non vivo di pallone, non parlo di figone
Non indosso vesti buone
Quindi sono fuori da ogni discussione
No, non mi conoscono ma tirano
Le loro nocche sul mio profilo da Cyrano
Se sei violento, tutti qua dentro ti stimano
Se sei mite, di te ridono come di Totò
Però chi è mansueto come me, sa che
Quando le palle si fanno cubiche
Come un kamikaze che si fa di sakè
Metto a fuoco intorno a me

Trovo molto interessante
La mia parte intollerante
Che mi rende rivoltante
Tutta questa bella gente

Affianco al mio banco un hippoppettaro
Sniffa polvere da sparo
Dice che un tipo è capace per quanti buchi ha nel torace
Lo capisco ma preferisco Karol
A dischi di artisti muscolosi
Orgogliosi dei loro trascorsi malavitosi
Vanitosi ripresi con pose da bellicosi
Mentre io sono fiacco ed ho la mononucleosi
Studio in una classe di rissosi
Eccitati dai globuli rossi manco fossero Bela Lugosi
Tieni presente che sono commosso
Cerebralmente da gesti eccessivamente affettuosi
A 16 anni le opzioni sono 2 visto che
O diventi pugile o diventi come me
Che sono debole, che non ho regole
Che ho roba demodè, che detesto il cliché
Dell’uomo che non deve chiedere mai
Dato che se non chiedi non sai
Dato che adoro Wharol e Wilde
Dato che se mi cerchi mi troverai
Nel viavai di un gay pride
Ma sappi che se mi provocherai sono guai
Dottor Jackill diventa Mr Hide
E t’ ammazza stecchito col Raid

Trovo molto interessante
La mia parte intollerante
Che mi rende rivoltante
Tutta questa bella gente

Cari professori miei, io vorrei
Che in giro ci fossero
Meno bulli del cazzo e più gay
Più dreadlock e meno monclair
Più Stratocaster e meno DJ
Chiama la strega di Blair
Che ho un progetto in mente
Rimanere sempre adolescente
Io sono molto calmo ma nella mente
Ho un virus latente incline ad azioni violente

Si sente sempre più spesso
Che sono un pazzo depresso
Meglio depressi che stronzi del tipo “me ne fotto”
Perché non dicono “io mi interesso”?
Che si inculino un cipresso, dunque
Tanto il mio destino è stare solo con chiunque
Alle bestie regalerò i miei sorrisi
Come Francesco d’Assisi e Pippi Calzelunghe

Trovo molto interessante
La mia parte intollerante
Che mi rende rivoltante
Tutta questa bella gente
Trovo molto interessante
La mia parte intollerante
Che mi rende rivoltante
Tutta questa bella gente
Trovo molto interessante
La mia parte intollerante
Trovo molto interessante
La mia parte intollerante
Trovo molto interessante
La mia parte intollerante
Trovo molto interessante

Polvere

polvereHo preso la chiave sotto il vaso di fiori e sono entrato.
Polvere.

Ho trascurato un po’ questa casa, ogni tanto ho bisogno di viaggiare e, almeno in questo universo virtuale, non c’è bisogno di prenotare biglietti aerei.
Niente di che, sono solo andato a riaprire un’altra casetta che da anni non abitavo.
Una casetta con altre regole, altri amici (e nemici), altre abitudini.

Io ho provato con tutte le mie forze a fare lo “stanziale”, a mettere ‘ste cazzo di radici, ma non c’è verso, non ci riesco quindi viaggio, sto un po’ qui, un po’ là, seguo la corrente e i miei umori.
Del resto, è l’unico posto dove posso farlo.

Quindi oggi torno, ma non so quanto starò.
Probabilmente fino a quando non sentirò la necessità di andare di nuovo da qualche altra parte.
Non voletemene male, amici miei.

Su una cosa sono sicuro: per tutto questo tempo, la porta sarà aperta.

Selfie

Selfiequindiesisto.pngLa più bella descrizione del fenomeno dei selfie, ora e per sempre.
Grazie DOC, d’ora in poi manderò chiunque verso questa tua pagina in modo che si possa schiarire le idee quando si vanta dei suoi trecento selfie nel giro di mezz’ora.

SELFIE, PROMESSA DI FELICITÀ
Come in tutti i luoghi ad alta concentrazione turistica (in Giappone è uguale, ci sono solo più cinesi maleducati), selfie, selfie ovunque. Ne hai scattati un paio anche te, per postarli in giro, come tutti. Ma senza sorridere, se non lo stavi già facendo. E limitandoti a uno scatto per volta. Vuoi preservare il ricordo? È ok. Sei allegro? Benone. Ti metti in posa per duecento scatti, alla ricerca dell’angolazione perfetta da fb e instagram, fingendo di esserlo? Copri di ridicolo te e, per estensione, tutto il genere umano. Un pomeriggio, a Osaka, stai bevendo un ginger ale. Al tavolino accanto si siedono due ragazzotti coreani. Ordinano due birre e il takoyaki, ma non consumano niente: sono solo oggetti di scena, con i quali si scattano tipo trecento selfie a cranio. Non stai esagerando. Venti minuti di autoscatti a mezzo smartcoso. Click, click, click, click, click. Quanto tempo ci metteranno poi a scegliere?, ti chiedi. E anche: perché? Ovunque la stessa cosa. Fermati abbastanza in un posto famoso e lo vedrai popolarsi di professioniste della duck face. Schiene incurvate, bacini in pose innaturali, sorrisi. Tanti sorrisi. Solo per il tempo dello scatto. Perché non c’è felicità nell’esercito dei selfie. Non c’è apprezzamento per il luogo e le sue bellezze. Non è vero, del resto, è solo uno sfondo, il set per vendersi meglio sui social. Si finge un sorriso, si scatta a raffica, si sceglie, si posta. Poi, se arrivano like e cuoricini, e solo allora, i soldati dell’autoscatto sorridono. Non è una semplice foto: si investe sulla felicità, con le mani o la mazzarella apposita tesi in avanti, sperando di essere apprezzati e solo per questo di essere felici davvero. Di esistere davvero. 

 

(Doc, se vuoi che levo tutto il post, basta dirmelo).

‘fanculo

emoticonNon è un bel periodo.
Discussioni con la moglie (e chi non ne ha ?).
Discussioni sul lavoro.
Discussioni in generale.
A volte sembra che tutto l’universo si impegni per farti sembrare una merda, andando in contrasto con quello che pensi e quello che fai.
Ed è in questi momenti che ti parte il ‘fanculo.
‘fanculo a tutti quelli che lo fanno (dicono loro) per il mio bene, indistintamente, completamente, a piene mani e con tutto il cuore.
Ora vado in esilio, solo di testa (potessi anche fisicamente lo farei più che volentieri ma non ho una baita sul bricco di una montagna).
Ci risentiamo appena mi passa, appena ho finito di ascoltare cento volte un certo album, appena ho finito di leggere cento volte un certo libro, appena ho imparato un certo riff di chitarra o appena l’universo sopraccitato non la smette di prendermi come bersaglio delle SUE frustrazioni (perché anche lui ne ha, eccome).

So long, my friends.
See you soon.

P.S.: commentate pure, ma non vi garantisco una risposta (o almeno, non ve la garantisco in tempi brevi).

 

I prestigiatori

elezioni-urneCome sempre, quando arrivano le elezioni (di qualunque tipo), porto alla vostra pregevole attenzione questa canzone di Edoardo Bennato che, a mio avviso, continua a disegnare in maniera magistrale la situazione del nostro paese e ci avverte con quali elementi abbiamo (e avremo) a che fare.

Testo e parole qui di seguito (vi pregherei di porre particolare attenzione al capolavoro dell’ultima strofa).

I prestigiatori

Eccoli, i prestigiatori
abili nei giochi di potere
sorridono ma solo per finzione
fate largo, fateli passare!

Eccoli, ecco i giocolieri
fate largo, fate entrare i nani
mani basse, nelle alte sfere
carte false, ma buone maniere

L’asso nella manica, è la loro specialità
il trucco c’è ma non si vede,
e nessuno lo scoprirà!

Entrano tutti gli invitati
accuratamente selezionati
luce rossa accesa, questo è il segnale
tutti insieme, pronti ad applaudire.

Come lo show della domenica,
sfilano le celebrità
e chi non ha le carte in regola, fuori resterà.

Sono loro, quelli più potenti
voi che non cantate, voi, dovete stare attenti!
A volte protestate, vi fate il sangue amaro
ma quelli sono maghi, vi leggono il pensiero.

Per questo ogni anno quando arriva Carnevale
tirano fuori dal cilindro, la scheda elettorale
e chiusi in una cabina voi, come ultima illusione
mettete una croce a caso, dove più vi pare!…..