QWERTY

tastieraOsservo (adoro) la mia tastiera fisica, 105 tasti che messi insieme in ordine sparso possono creare di tutto, dalla Divina Commedia alla vaccata più disumana come questo post.

Michelangelo diceva che “Ogni blocco di pietra ha una statua dentro di sé ed è compito dello scultore scoprirla” ed io sono sempre stato convinto che un foglio A4 è praticamente la stessa cosa, contiene tutto lo scibile umano già scritto e ancora da scrivere, basta solo coprire i punti giusti con una biro o una matita.

Coprire questi punti è la parte difficile.
Siamo sempre bloccati, frenati, inibiti.
Abbiamo paura che quello che scriviamo possa essere “non consono”, “inadatto”, “troppo forte” oppure “troppo debole”, complici i nostri freni inibitori, la nostra cultura, la nostra educazione, il nostro ambiente.

Quanto sarebbe bello potessimo scrivere quello che ci pare, ricevendo a nostra volta critiche senza filtri.
Un confronto senza remore, con la consapevolezza di stare scambiando pareri, opinioni che porteranno ad altri pareri e opinioni senza incazzature da nessuna delle due parti.

Un confronto onesto, sincero e per questo maturo e positivo.

-Delirio delle 22:56-

 

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C’è da aver paura ?

dittaturaLo chiedo a voi, c’è da aver paura oppure va tutto bene e sono cose normali ?
Ci sitamo scoprendo xenofobi, razzisti, forcaioli, egoisti e chi più ne ha più ne metta o è solo stress ?

Leggete qui: ‘Sono tornato’, Massimo Popolizio è il Duce: “Fotografia di un’Italia razzista e forcaiola”
E qui: Mussolini torna in vita nel film di Miniero: “Ecco come reagirebbe l’Italia oggi”

Poi magari ne parliamo.

 

 

Quotes

Scroll-Feather-iconPer dirla alla noantri: citazioni e aforismi.

Li adoro, non ne posso fare a meno e trovo che coprano lo scibile umano e anche più in là.
Voi direte: “Bella forza, è la fiera dell’ovvio”.
Forse, per la maggior parte, sarà anche così ma è lo stile, come lo dici, come lo esprimi, che conta.

Faccio un esempio.
Posso resistere a tutto, tranne che alle tentazioni” è rimarcare con puro stile il nostro essere “deboli” e, in fondo, molto umani (è di quel gran geniaccio di Oscar Wilde, ma non credo ci fosse il bisogno di dirlo).

Tutti noi abbiamo un aforisma o una citazione che contraddistingue un momento della nostra vita (se non più di uno).
Leggendone un po’ (Wikiquote è una miniera, ma anche alcuni siti non scherzano), ho trovato questa massima di Confucio che trovo perfetta per il momento in cui ho capito che lavoravo per vivere e non vivevo per lavorare.

Si hanno due vite. La seconda comincia il giorno in cui ci si rende conto che non se ne ha che una. (Confucio)

E voi ?
Qual’è quella che vi piace di più, quella che rappresenta un momento cruciale ?
Non siate timidi, in fondo lo state dicendo solo in rete. 😉

 

Leggiamo ? Leggiamo !

Centomila gavette di ghiaccio

 

Seguendo un post di Corvo Bianco, dove ci siamo scambiati alcuni consigli di lettura, ho deciso di consigliarvi questo libro.

E’ la cronaca, cruda e senza tanti fronzoli, di una ritirata.
Quella dell’armata italiana in Russia della II Guerra Mondiale.
Non solo quello, a dire la verità, ma è la parte del libro che mi è rimasta più impressa.
La descrizione della ritirata, gli sforzi fisici e psicologici ai quali furono sottoposti quei soldati, mi hanno fatto rivedere la mia personale concezione di “sforzo” a tal punto, da riconsiderare come una passeggiata molte delle incombenze alle quali devo sottostare quotidianamente (lavoro, commissioni varie, ecc. ecc.).
Molte volte, da quella lettura, mi sono scoperto a dirmi: “Questa, per i soldati della Julia sarebbe una vaccata, dopo quello che hanno passato”.

Se un libro deve comunicare delle cose, questo le grida.
Se un libro deve passare dei concetti, questo li pianta nella mente come un chiodo.

Non sono molto bravo a fare recensioni, quindi vi dico solo una cosa: leggetelo.
Sono sicuro che farà spostare dei paletti anche a voi.

 

Via da lì

HatersQuesto.

Il video virale di Intesa Sanpaolo e la gogna senza senso dei social

Questo è uno dei motivi (probabilmente uno dei principali), che mi ha fatto lasciare Facebook in maniera quasi definitiva (dico “quasi” perché un paio di gruppi che gestisco, per ora non li mollo).

Il mondo sta andando definitivamente a puttane (non me ne vogliano le gentili professioniste se uso la loro categoria per enfatizzare un concetto), senza scampo e pure allegramente.
Abbiamo perso la battaglia contro gli haters, complici tanti fattori: la progressiva dilagante ignoranza sia a livello civico che culturale, l’impoverimento continuo che colpisce la popolazione, il senso di impunità sia nel mondo reale per mancanza di certezze di pena sia nel mondo virtuale per questa maschera che ci mettiamo tutti i giorni e che ci fa fare cose belle in certi casi, ma nella maggior parte, orrende.

Come si può odiare in questa maniera ?
Come si può attaccare tramite un social network con una tale ferocia, salvo poi ritrattare (badate bene, ritrattare, non pentirsi) quando poi si capisce la portata del gesto e le conseguenze che tale gesto ha portato ?

E poi, perché ?
Possibile che il solo fatto di avere meno soldi, di non essere in quella posizione o semplicemente di non essere così in vista, così famoso, possa portare a un odio così devastante ?

Che la soluzione di Dan Brown in Inferno alla fine si rivelerà essere l’unica via percorribile ?

Oggi sono particolarmente pessimista e leggere di queste cose, non fa altro che peggiorare la situazione.

A volte capita

A volte capita che il mondo ti offra una storia a lieto fine.
A volte capita che il male si trasformi in bene.
A volte capita che una storia ci faccia dire: “Vedi ? Non è sempre tutto buio e quelle che tu chiami crepe sono il mezzo che la luce ha per passare.”
A volte capita che non ci devono stare motivazioni, ti basta la notizia. 🙂

Colorado, la donna afroamericana che ha cambiato la vita a un neonazista: “Via svastiche e tatuaggi, sono un altro uomo”

A volte, capita. 🙂