Ascoltiamo altro: Kahbum

Kahbum

Ho scoperto Kahbum da poco, ma informandomi ho visto che è un progetto nato nel 2016.

Che cos’è Kahbum ?
Prendo il loro about perché non saprei descriverlo meglio:

Due musicisti si incontrano in uno studio dove trovano una busta con dentro un titolo.
Da quel momento hanno 90 minuti per scrivere un pezzo.

E’ un progetto che nasce per mettere in relazione musicisti e produrre contenuti originali. Non è un talent, non è un concorso, non ci sono vincitori né giudici. E’ un luogo d’incontro dove si parla, si scrive si suona liberamente.

Se la musica fosse un paesino
Kahbum sarebbe il bar.

Ora, vorrei che il mio paesino fosse pieno di bar così.
Ogni video è una sorpresa, ti senti subito coinvolto nel loro processo creativo e godi come un riccio per il risultato finale.
Non sono video da 90 minuti, sia chiaro, durano al massimo una decina e c’è un sunto di quello che per un’ora e mezza i due malcapitati di turno hanno fatto per creare la canzone.
Dico “malcapitati” perché il vero pezzo forte (chiaramente oltre la composizione finale) sono i titoli.
Quando apri una busta e dentro ti trovi un titolo come “Ricordo anulare” o “Nipoti dei fiori” oppure “A te che credi nei pulsanti pedonali”, le cose possono farsi parecchio complicate, fidatevi.
Come dicevo, la parte che amo di questo progetto è quella del processo creativo.
Ho potuto scoprire come tanti artisti diversi approccino in tanti modi diversi alla cosa e questo non può che aprire il mio modo di vedere e fare musica.

Ora quello che mi fa incazzare: il numero degli iscritti al canale YouTube.
2016, non ieri.
Numero iscritti ad oggi: 7910
Ma è mai possibile che un progetto di qualità come questo abbia, in due anni, un numero di iscritti più basso di qualunque CAZZO di video di gattini ?!?
La cultura e la curiosità musicale di questo paese è scesa così in basso ?
Possibile che un loop con su due rime in stile trap (la moda del momento che non considero rap) siano prese più in considerazione ?

Dategli uno sguardo, ne vale veramente la pena.
E spargete la voce, se lo meritano.

I link:

Sito

Canale YouTube

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Ciao

Farewell-display-picture-for-whatsapp4Anonimo.
Cioè nessuno sa chi sono e va bene così.
Non so neanche perché lo faccio, forse perché urlare all’infinito (nel senso di spazio) potrebbe farmi stare meglio, potrebbe lenire un magone che mi sto portando dentro e che non so quando scoppierà, se scoppierà e in che modo scoppierà.
In verità, la mia migliore amica, la mia sorellina sa di questo blog, ma ormai sa già la notizia, quindi non vale.
Sentivo la necessità di scrivere da qualche parte e ho scelto il comodo anonimato di WordPress.
Mi ero sempre ripromesso anche di non fare un cosa del genere ma implicitamente, forse, sapevo che lo avrei comunque fatto e quindi lo considero un po’ come un messaggio in bottiglia lanciato tra i flutti della rete (e, per chi come me crede, anche più su).

Facciamola breve: ciao papà.

 

 

 

Selfie

Selfiequindiesisto.pngLa più bella descrizione del fenomeno dei selfie, ora e per sempre.
Grazie DOC, d’ora in poi manderò chiunque verso questa tua pagina in modo che si possa schiarire le idee quando si vanta dei suoi trecento selfie nel giro di mezz’ora.

SELFIE, PROMESSA DI FELICITÀ
Come in tutti i luoghi ad alta concentrazione turistica (in Giappone è uguale, ci sono solo più cinesi maleducati), selfie, selfie ovunque. Ne hai scattati un paio anche te, per postarli in giro, come tutti. Ma senza sorridere, se non lo stavi già facendo. E limitandoti a uno scatto per volta. Vuoi preservare il ricordo? È ok. Sei allegro? Benone. Ti metti in posa per duecento scatti, alla ricerca dell’angolazione perfetta da fb e instagram, fingendo di esserlo? Copri di ridicolo te e, per estensione, tutto il genere umano. Un pomeriggio, a Osaka, stai bevendo un ginger ale. Al tavolino accanto si siedono due ragazzotti coreani. Ordinano due birre e il takoyaki, ma non consumano niente: sono solo oggetti di scena, con i quali si scattano tipo trecento selfie a cranio. Non stai esagerando. Venti minuti di autoscatti a mezzo smartcoso. Click, click, click, click, click. Quanto tempo ci metteranno poi a scegliere?, ti chiedi. E anche: perché? Ovunque la stessa cosa. Fermati abbastanza in un posto famoso e lo vedrai popolarsi di professioniste della duck face. Schiene incurvate, bacini in pose innaturali, sorrisi. Tanti sorrisi. Solo per il tempo dello scatto. Perché non c’è felicità nell’esercito dei selfie. Non c’è apprezzamento per il luogo e le sue bellezze. Non è vero, del resto, è solo uno sfondo, il set per vendersi meglio sui social. Si finge un sorriso, si scatta a raffica, si sceglie, si posta. Poi, se arrivano like e cuoricini, e solo allora, i soldati dell’autoscatto sorridono. Non è una semplice foto: si investe sulla felicità, con le mani o la mazzarella apposita tesi in avanti, sperando di essere apprezzati e solo per questo di essere felici davvero. Di esistere davvero. 

 

(Doc, se vuoi che levo tutto il post, basta dirmelo).

‘fanculo

emoticonNon è un bel periodo.
Discussioni con la moglie (e chi non ne ha ?).
Discussioni sul lavoro.
Discussioni in generale.
A volte sembra che tutto l’universo si impegni per farti sembrare una merda, andando in contrasto con quello che pensi e quello che fai.
Ed è in questi momenti che ti parte il ‘fanculo.
‘fanculo a tutti quelli che lo fanno (dicono loro) per il mio bene, indistintamente, completamente, a piene mani e con tutto il cuore.
Ora vado in esilio, solo di testa (potessi anche fisicamente lo farei più che volentieri ma non ho una baita sul bricco di una montagna).
Ci risentiamo appena mi passa, appena ho finito di ascoltare cento volte un certo album, appena ho finito di leggere cento volte un certo libro, appena ho imparato un certo riff di chitarra o appena l’universo sopraccitato non la smette di prendermi come bersaglio delle SUE frustrazioni (perché anche lui ne ha, eccome).

So long, my friends.
See you soon.

P.S.: commentate pure, ma non vi garantisco una risposta (o almeno, non ve la garantisco in tempi brevi).

 

Exit Poll

urna-elettoraleOre 23:24
Gli exit poll della Rai danno un boom M5S e Lega e un crollo PD.

Sul crollo PD niente da dire, è normale quando hai un talento nello spararti nei coglioni da solo, frammentandoti in mille partitini nel nome dell’autocritica e delle faide interne.

Sul boom M5S e Lega, devo dire che sono rimasto sorpreso.
Non credevo a una cosa del genere, ma sotto un certo punto di vista me la sarei dovuta aspettare, è una questione di cicli e di memoria corta.

Il problema, è che continuiamo a non avere statisti, ma solo politicanti prestigiatori che bussano dove sanno che gli sarà aperto, dove pescano sapendo di riempire la rete: la pancia del paese.

Del resto, Gustav Le Bon, etnologo e psicologo nato in Francia nel 1841, descriveva così le folle elettorali nel suo saggio Psicologia delle folle del 1895:

[…] Ma per esser sicuro del successo, il candidato non deve avere soltanto il prestigio. L’elettore vuol vedere lusingate le sue cupidigie e le sue vanità; il candidato deve coprirlo delle più stravaganti piaggerie, e non deve esitare a fargli le più fantastiche promesse. Dinanzi a degli operai non sarà mai troppo ingiuriare e offendere i loro padroni. In quanto al candidato avversario, si cercherà di schiacciarlo dimostrando con l’affermazione, la ripetizione e il contagio, che é l’ultimo dei mascalzoni, e che nessuno ignora i suoi numerosi delitti. E’ inutile, s’intende, di cercare le prove. Se l’avversario conosce male la psicologia delle folle, cercherà di giustificarsi con buoni argomenti, invece di rispondere semplicemente alle affermazioni calunniatrici con altre affermazioni ugualmente calunniatrici; e non avrà nessuna probabilità di trionfare.
Il programma scritto dal candidato non deve essere troppo categorico, perché i suoi avversari potrebbero più tardi opporglielo; ma il suo programma orale non sarà mai eccessivo. Le più notevoli riforme possono essere promesse senza timore. Sul momento, queste esagerazioni producono molto effetto, e non impegnano affatto per l’avvenire. L’elettore non si preoccupa infatti di saper poi se l’eletto ha seguito la professione di fede acclamata, in base alla quale l’elezione ha avuto luogo.

Leggetelo, se vi capita.
E’ un libro illuminante.

Comunque, sono exit poll, magari andrà diversamente.

Neve

Stavo discutendo allegramente con Diemme sulla neve a Roma e sul fatto che, forse, chiudere le scuole per un’imbiancata e poco più non era il caso, quando in sua difesa mi propone questa pic

neve-al-sud-chiediamo-scusa-al-nord.jpg

Non potevo non replicare… 😀

Perdonateci a noi polentoni se facciamo tutto ‘sto casino nel dirvi che non è il caso di fare tutta ‘sta tragedia per due fiocchi di neve, perché se oltre a quello vi dovessero arrivare:

La Mole Antonelliana
La Reggia di Venaria
La palazzina di caccia di Stupinigi
Il museo Egizio
Il museo del cinema
Le colline del barbera, del dolcetto, del freisa, del bonarda, del barolo, del barbaresco, del nebbiolo, del cortese, dell’arneis, del malvasia, del brachetto, del moscato, dell’erbaluce, del ghemme, del gattinara, ecc. ecc.
Un tot di altri posti compreso un pacco di stazioni sciistiche di prima categoria
La bagna cauda
Il fritto misto alla piemontese
Gli agnolotti
Il risotto al barolo
I tajarin
Il bollito
I baci di dama
Il bonèt
I brut e bun
I canestrelli
I Cuneesi al rum
Ecc. Ecc.

mi sa che andreste un po’ in panico.

Ah, le maniche corte fino a Novembre non valgono, ultimamente le abbiamo anche noi.
E i cm di neve, si misurano in verticale, non in orizzontale.

#statecianchevoi

Diemme, ti voglio bene. ❤