Ascoltiamo altro: Dubioza Kolektiv

Qui in Italia abbiamo il tormentone facile.
Acchiappiamo un brano a Marzo-Aprile e lo molliamo, se tutto va bene, verso Ottobre per poi prenderne un altro da lì al Marzo successivo.
E via così.
Di contorno, tutta una serie di pezzi che tentano di farsi ricordare.
Però, da un po’ di tempo (tanto) a questa parte (e non lo dico solo io), il panorama musicale tende sempre più ad essere “piatto”.

Avete letto mai Roberto De Simone?
Ha fatto un lungo viaggio nella tradizione.
Lui dice che in Italia col passar degli anni
la musica peggiora e non si va più avanti.

Edoardo BennatoRinnegato – Non farti cadere le braccia – 1973

Oltre a questo, tanti generi che qui da noi, in radio non passano.
Non so il perché, ma fateci caso: sintonizzatevi su una radio generalista e il 70% di quello che ascolterete è rap.
Ora, non ho niente contro il rap, sia chiaro, ma trovo che non sia giusto snobbare tutto un universo di generi e di gruppi solo perché qualcuno dall’alto, tramite qualche strana ricerca o sondaggio, ha deciso che è roba che “non tira” e che adesso vanno le rime parlate piuttosto che cantate.

Quindi, ascoltiamo altro.
Oggi vi propongo i Dubioza Kolektiv, un gruppo che una volta ascoltato, difficilmente lascerete perdere.

Arrivano dalla Bosnia, hanno partecipato a un sacco di festival in giro per l’Europa (ebbene sì, non esistono solo Amici, X-Factor e Wind Music Festival) e ultimamente sono stati in Italia al Flower Festival di Collegno insieme ai Gogol Bordello (altro gruppo che prima o poi vi farò ascoltare).
Trascinano, fanno casino e mettono allegria.

Tre pezzi, due video e un live.
Il resto sta a voi scoprirlo. 😉

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L’autunno sta arrivando :-)

autunnoOdio il troppo caldo, i 40° con i vestiti che ti si arrotolano sulla pelle, un’aria tanto calda che ti sembre di respirare con un phon acceso davanti alla faccia.
Amo le giornate, lunghe o corte che siano, perché non è il chiaro che mi deve dire se la giornata è finita o no.
Non disdegno l’imbacuccamento e con un bel piumone dormi svestito anche d’inverno.

L’autunno è la mia stagione, gli altri si deprimono, io mi sento allegro.
Adoro le giornate uggiose e la tranquillità che infondono.
Credo che non ci sia panorama più bello di un bosco d’autunno.
Ed è la stagione che dà inizio a un nuovo anno (perché lo sappiamo tutti quanti che non è capodanno che si riparte con i progetti, ma quando si ritorna dalle vacanze di Agosto).

Questo è stato il commento di replica a un post di una mia amica blogger.

E voi ?
In quale stagione vi ritrovate più a vostro agio ?

Quel pallido punto blu

In questo particolare momento della nostra storia (ma anche in tanti altri passati e futuri), bisognerebbe spedire ai diretti interessati questa foto.
Magari, tra i loro pochi neuroni, potrebbe scattare la scintilla dell’umiltà.
La vedrei bene anche campeggiare come un avviso, sul modulo dei post di Facebook: “Pensa a dove sei e a che cosa sei, prima di fare il fenomeno”.

ThePaleBlueDot

Da questo distante punto di osservazione, la Terra può non sembrare di particolare interesse. Ma per noi, è diverso. Guardate ancora quel puntino. È qui. È casa. È noi. Su di esso, tutti coloro che amate, tutti coloro che conoscete, tutti coloro di cui avete mai sentito parlare, ogni essere umano che sia mai esistito, hanno vissuto la propria vita. L’insieme delle nostre gioie e dolori, migliaia di religioni, ideologie e dottrine economiche, così sicure di sé, ogni cacciatore e raccoglitore, ogni eroe e codardo, ogni creatore e distruttore di civiltà, ogni re e plebeo, ogni giovane coppia innamorata, ogni madre e padre, figlio speranzoso, inventore ed esploratore, ogni predicatore di moralità, ogni politico corrotto, ogni “superstar”, ogni “comandante supremo”, ogni santo e peccatore nella storia della nostra specie è vissuto lì, su un minuscolo granello di polvere sospeso in un raggio di sole. La Terra è un piccolissimo palco in una vasta arena cosmica.Pensate ai fiumi di sangue versati da tutti quei generali e imperatori affinché, nella gloria e nel trionfo, potessero diventare i signori momentanei di una frazione di un puntino. Pensate alle crudeltà senza fine inflitte dagli abitanti di un angolo di questo pixel agli abitanti scarsamente distinguibili di qualche altro angolo, quanto frequenti le incomprensioni, quanto smaniosi di uccidersi a vicenda, quanto fervente il loro odio. Le nostre ostentazioni, la nostra immaginaria autostima, l’illusione che abbiamo una qualche posizione privilegiata nell’Universo, sono messe in discussione da questo punto di luce pallida. Il nostro pianeta è un granellino solitario nel grande, avvolgente buio cosmico. Nella nostra oscurità, in tutta questa vastità, non c’è alcuna indicazione che possa giungere aiuto da qualche altra parte per salvarci da noi stessi.
La Terra è l’unico mondo conosciuto che possa ospitare la vita. Non c’è altro posto, per lo meno nel futuro prossimo, dove la nostra specie possa migrare. Visitare, sì. Colonizzare, non ancora.
Che vi piaccia o meno, per il momento la Terra è dove ci giochiamo le nostre carte. È stato detto che l’astronomia è un’esperienza di umiltà e che forma il carattere. Non c’è forse migliore dimostrazione della follia delle vanità umane che questa distante immagine del nostro minuscolo mondo. Per me, sottolinea la nostra responsabilità di occuparci più gentilmente l’uno dell’altro, e di preservare e proteggere il pallido punto blu, l’unica casa che abbiamo mai conosciuto.»

Carl Sagan
Wikipedia
Wikiquote

 

Delirio di pensieri sparsi

pensieriSolitamente il ritorno dalle ferie mi porta energia, voglia di fare e disfare.
A ‘sto giro, niente.
Più apatico di quando sono partito, stanco di sentire i soliti discorsi del ritorno, stanco di sentire i soliti servizi in tv, stanco di leggere una massa di decerebrati sui social che non perdono occasione per dimostrare la loro incapacità nelle relazioni umane (i like su un post NON sono relazioni umane) e la loro ignoranza quando condividono post di cui non sanno un beneamato cazzo, ma vuoi mica stare fuori dal flusso che altrimenti poi non ti si fila più nessuno.

Fortunatamente, questa mattina ho resistito alla tentazione di rimettermi a postare sul mio profilo di Facebook, ormai tengo solo due o tre gruppi e va bene così.

E’ un sacco che non parlo più con la mia migliore amica, non riusciamo mai a trovare un momento libero comune per poterlo fare e la cosa mi urta parecchio.

Sto aspettando di riprendere le prove con il mio gruppo, uno dei pochi momenti insieme ai live, dove mi sento libero.
Peccato non poterlo fare tutti i giorni.

Eppure tiro avanti, mi aggrappo a questi momenti: quando suonerò, quando riuscirò a fare una chiacchierata con la mia amica, quando qualcosa mi renderà felice.

Perché essere felici
per una vita intera
sarebbe quasi insopportabile

Mario Venuti & Carmen Consoli

Che avete letto durante le ferie ?

Le vacanze sono il periodo in cui riesco a mettermi (quasi) in pari con la mia voglia di leggere.
Mi piace leggere un po’ di tutto, non ho un filone fisso e dipende molto da quanto al volo  mi prende la quarta di copertina.

Ecco cosa ho letto in queste tre settimane

E questo è quello che ho iniziato, ma che finirò tra un po’ (bello spesso e interessante)

ilmitovegetariano

E voi ?
Quali sono stati i vostri compagni di vacanze ?

 

 

Persone apparentemente normocerebrate

parcheggiodisabiliMi ero ripromesso di non postare durante le ferie, ma a questa notizia non sono riuscito a trattenermi.

Multato dai vigili chiamati dal disabile lascia cartello shock: “Sei un povero handicappato e sono contento”

Cosa si può dire di un essere (tecnicamente) umano che lascia un cartello del genere ?
Mi preme di fare notare l’introduzione dello scritto: “A te, che ieri hai chiamato i vigili per non fare due metri in più“.
Invece l’essere ha parcheggiato praticamente davanti, così, per non consumare troppo le gomme, mica per i due passi in meno.

La cosa che comunque fa pensare è quella del cartello, questa necessità di colpire in qualche modo l’autore della chiamata ai vigili, dato che nella testa totalmente vuota di senso civico di questo essere, è radicata l’idea che comunque, quel posto, era disponibile anche per lui e che

  1. non ha senso lasciarlo libero
  2. non si capisce il perché non avrebbe dovuto approfittarne
  3. non si capisce il perché una persona che ha il diritto di precedenza su quel posto, abbia chiamato i vigili al posto di farsi i cazzi suoi (la concezione dello spione, anche questa è mafia) senza comprendere che, quelli, erano PROPRIO cazzi suoi.
  4. non si capisce perché debba essere punito per una cosa così banale come il parcheggiare in un posto riservato NON a lui

E come ciliegina, il dichiararsi contento della condizione fisica della persona.

A questo punto la domanda è: chi è il vero disabile (mentale) in questa vicenda ?

Forza, a ‘sto giro è facile. 😉